#234 COILTECH di Pordenone 2026
“Ci vediamo a Pordenone…” ormai nell’ambiente è un saluto ricorrente, tradizionale, quasi di buon auspicio. E non serve aggiungere altro, perché si sa che quando si dice Pordenone ormai si dice COILTECH.
COILTECH è diventata la fiera numero uno in Europa per il mondo dell’avvolgimento, non solo per gli oltre 450 espositori che parteciperanno quest’anno, ma soprattutto perché ogni anno a marzo la medesima fiera viene ripetuta anche in Germania, ad Augsburg, dove le iscrizioni fin da ora hanno raggiunto la cifra record di più di 540 espositori. Il che significa che COILTECH coinvolge annualmente quasi 1000 società, e a queste dovremmo aggiungere i quasi 200 espositori dell’edizione statunitense.
Inutile ripetersi. Sono 5 anni che in settembre tesso le lodi di Sebastian Kuester e di tutto il suo staff (RDS art. 3, 5, 50, 52, 95, 97, 141, 143, 186, 188) per avere creato dal nulla un evento diventato un punto di riferimento di un mercato e capace di coinvolgere migliaia di persone.
Una semplice formula: “costi contenuti, durata breve, ottima accoglienze e servizi impeccabili”. Ma soprattutto gratuiti, una parola a cui il mondo fieristico non è per niente abituato, anzi, la evita come la peste.
Ed eccoci qui. Nel 2010 ero presente come visitatore scettico e sinceramente poco convinto che potesse avere un seguito, ma a partire dal 2011 siamo fedeli partecipanti. Anche quest’anno ci potete trovare al Padiglione 5 Stand A21, insieme ai nostri fidati partner di TMC.

Questa, infatti, è la loro fiera, il loro mondo, la loro dimensione. Fin dalla fondazione, nel 1995, TMC ha sviluppato protettori con un nuovo design, compatto e resistente e adatto all’inserimento all’interno degli avvolgimenti dei motori e dei trasformatori (RDS art. 1 e 28). Con il tempo si è evoluta e ha capito che il mercato non era solo quello statico di chi cerca costantemente solo un buon prodotto a un prezzo più competitivo possibile, ma si è resa conto che mancava la possibilità di automatizzare l’inserimento dei protettori e dei sensori nelle diverse produzioni, sia di quelle dei grandi numeri, sia di quelle più particolari, come nel caso dei “motori senza spazzole”, i cosiddetti brushless. Ma il metodo può essere esteso a qualsiasi tipo di motore.
Sto parlando delle soluzioni Click & Play (RDS art. 178 e 185) della costruzione di un unico componente comprensivo di protettori termici o di sensori in un unico blocco disegnato sul prodotto del cliente, quindi 100% custom, privo di fili, ma composto da connessioni rapide, che con un click si inseriscono, con la stessa semplicità con cui si inserisce una moneta nel carrello del supermercato.
TMC è l’unica Casa tedesca che di tedesco non ha solo il nome, o il titolare, ma anche la produzione. Sono rimasti gli unici e tutto è ancora prodotto nello stabilimento di Bretten, nel Baden-Württemberg, a una ventina di chilometri da Karlsruhe. Hanno promesso di presentare, in occasione della COILTECH Italia, una particolare novità, brevettata e appositamente studiata per la protezione termica dei motori elettrici.
La corsa al ribasso dei costi non può essere l’unica soluzione per il futuro e bisogna sapere trasformare gli stimoli in progetti e i progetti in realtà.
Insomma, bisogna guardare avanti.