#238 PROTETTORI TERMICI TMC
Non basta dire che TMC produce in Germania protettori termici, sensori e soluzioni estremamente innovative per il controllo della temperatura perché ogni singolo prodotto rappresenta a suo modo un’innovazione originale, nata da anni di esperienza sul campo e che merita di essere approfondita.
I protettori termici di TMC sono stati il primo argomento trattato da R&D Social oltre cinque anni fa. In molte occasioni ho fatto riferimento a questo eccezionale prodotto, alle sue particolarità e alle sue unicità e ora voglio spendere qualche parola in più.
I protettori termici della serie C nascono fin dall’origine come alternative originali a prodotti già esistenti sul mercato. TMC non è stata la prima a produrre protettori termici per motori e trasformatori. Ma lo ha fatto con una mentalità e un design estremamente innovativi.
La lamina di bimetallo che provoca l’apertura dei contatti è situata all’interno di una custodia metallica e perfettamente nel mezzo. In questo modo il protettore può essere posizionato su qualsiasi lato, perché non ne ha uno più sensibile o meno, sono esattamente equivalenti.
La custodia a sua volta è in acciaio e può resistere a una compressione di 600N, circa 60 Kg. Questo rende il protettore TMC perfettamente adatto ad essere inserito all’interno di un avvolgimento. Inoltre, la custodia metallica ha una forma lineare che rende la superficie omogenea su entrambi i lati, perché i cavi entrano lateralmente senza provocare deformazioni nella linearità della forma del protettore, al contrario di quanto accade con i protettori fabbricati da alcuni concorrenti che hanno un cavetto di connessione che si collega al protettore dalla parte alta, dandone una forma molto irregolare.
La “Serie C” è composta da 3 diversi protettori:
- Modello “C1” – Protettore con dual protection e quindi sensibile alla corrente, che aumentando porta un declassamento e il protettore ad intervenire prima. Lavorando su questo effetto e studiando bene le curve RT (resistenza VS temperatura) è possibile prevedere a quale livello di corrente potrà intervenire. Lavora a 2,5A per 250V per 10.000 cicli, con punte massimo di 6,3A per 3000 cicli.
- Modello “C4” – Identico al “C1” per dimensioni e prestazioni ma esclusivamente termico, quindi molto poco influenzato dalla corrente.
- Modello “C8” – Stesse dimensioni dei modelli precedenti ma esclusivamente termico, e con portata 6,3A per 250V per 10.000 cicli, con punte massimo di 10A per 3.000 cicli.
Alla “Serie C” si aggiunge la “Serie R”, quella dei protettori termici a riarmo elettrico e quindi a riarmo manuale. Grazie alla combinazione tra un protettore termico PTC, una volta che il protettore è intervenuto, il PTC manterrà quella temperatura rendendo impossibile il ripristino automatico del dispositivo che potrà avvenire solo se la corrente verrà scollegata manualmente.
Anche la “Serie R” è suddivisa in 3 diverse esecuzioni:
- Modello “R1” – Stesse dimensioni dei modelli precedenti ma sensibile alla corrente, e con portata 6,3A per 250V per 1.000 cicli, massima corrente nominale raccomandata 1.6A
- Modello “R4” – Stesse dimensioni dei modelli precedenti ma molto poco sensibile alla corrente, e con portata 6,3A per 250V per 1.000 cicli, massima corrente nominale raccomandata 2.5A
- Modello “R8” – Stesse dimensioni dei modelli precedenti ma sensibile alla corrente, e con portata 10A per 250V per 1.000 cicli, massima corrente nominale raccomandata 5A.

In un mercato in cui i motori più innovativi sono quelli costruiti “senza spazzole” (Brushless), TMC non poteva esimersi dallo sviluppare qualcosa di unico. Si tratta di uno dei protettori termici più sottili in assoluto al mondo, il modello F1. Parliamo di un dispositivo rettangolare dello spessore di soli 2,3 mm sviluppato per trasmettere prevalentemente un segnale. Infatti, lavorano a soli 250 mA/250 V per 10.000 cicli.
Sì, in giro altri produttori hanno una gamma standard più vasta, che raggiunge portate più alte. Su questo però TMC sta lavorando e il prossimo anno ci riserverà sicuramente qualche sorpresa positiva. La forza di TMC non è lo standard o la mischia, ma è la capacità di sviluppare qualcosa di unico costruito sulle esigenze del cliente. Ad esempio, come ha fatto con il modello F1 nel momento in cui lo ha adattato alle richieste di un produttore di macchine per laser per cui è stato sviluppato, sulla base appunto del modello F1, un dispositivo a protezione degli specchi contenuti in queste apparecchiature, tarato a 50°C ma interamente incapsulato in un involucro metallico sagomato e con un cavo e un connettore customizzati su questa applicazione.
Ma questo è solo uno dei tanti esempi di dove TMC può arrivare per incontrare le esigenze dei nostri clienti.




