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#161 Il tempo è denaro

Il proverbio “il tempo è denaro” deriva dalla filosofia britannica ma ormai è stato adottato un po’ ovunque ed è alla basa della mentalità capitalistica. Tanto è vero che lo cita anche Benjamin Franklin (1706 –1790) nei suoi “Consigli a un giovane commerciante” (1748). Egli invitava a considerare anche l’ozio come un costo e a valutare bene il modo in cui il tempo era investito. Più di recente questo modo di dire è stato affiancato agli interessi bancari e infine ai giorni nostri ai tempi di produzione. D’altro canto tutti sappiamo quanto possa costare un lavoratore in Italia e in Europa. Per questo motivo ridurre i tempi significa ridurre i costi e quindi risparmiare o, come qualcuno ama dire, “fare saving”.

Molto spesso la spietata concorrenza che costringe a competere tra di loro realtà sostanzialmente diverse se non addirittura incompatibili, spinge molte Società ad una corsa al ribasso dei costi. Via via questa arriva a escludere ogni possibilità di miglioramento. Il conseguente rischio è di avviare un percorso in cui l’inerzia del mercato passato spinge il business sempre più lentamente. Fino ad essere infine costretti ad arrendersi a produzioni realizzate in paesi a basso costo del lavoro. Questo non è sempre un processo veloce e non sempre termina in tragedia. Molto spesso si fa il possibile per restare sul mercato combattendo la battaglia dei prezzi finché risulta conveniente farlo. Per poi abbandonare quel tipo di prodotto, o acquistarlo altrove per rivenderlo.

Altre realtà invece si adattano a questi cambiamenti cercando di dare un’identità alla loro produzione, a differenziarsi e mettere sul mercato un prodotto che abbia un cosiddetto “valore aggiunto”. Si tratta di quel particolare, di quella caratteristica che differenzia una produzione speciale da uno standard. 

Sia ben chiaro che non sto dividendo il mondo in bravi e cattivi, o capaci e incapaci, perché dobbiamo sempre contestualizzare tutto. A volte riuscire a far sopravvivere un tipo di produzione apparentemente priva di prospettive future richiede capacità non indifferenti. Inoltre non è detto che tutti i tipi di prodotti o di produzioni possano essere rese più performanti. O che semplicemente il mercato ne sia interessato.

Ecco però che dove viene lasciato più spazio di manovra si possono studiare strategie che consentano di realizzare un prodotto più di nicchia e nello stesso tempo cercare di contenere i costi. Sia chiaro che contenere i costi non vuol dire esclusivamente non spendere o acquistare al prezzo più basso possibile. Al contrario potrebbe anche voler dire, in un primo momento, spendere di più, ma spendere a fronte di un successivo vantaggio tecnico, meccanico e di conseguenza economico.

tempo

Negli ultimi tempi sono state sviluppate molte soluzioni studiate per agevolare la loro installazione durante il processo produttivo, lo abbiamo visto con le morsettiere a innesto rapido, o semplicemente con la possibilità di avere termofusibili su reelprotettori termici, anch’essi su nastro o con reofori per facilitare la connessione.

 E poi c’è chi, con grande lungimiranza, si è orientata su una politica produttiva fortemente incentrata sulle Provider Solution. Mi sto riferendo a TMC e a una gamma che comprende con sempre maggior frequenza soluzioni sempre più specifiche (articoli qui, qui e qui). Il fine ultimo è quello di consegnare ai propri clienti un prodotto sviluppato per poter agevolare la produzione, standardizzare la qualità, e ridurre i tempi di produzione… e come si diceva prima il tempo è denaro. 

Abbiamo partner che hanno fatto della customizzazione dei prodotti un loro cavallo di battaglia. Come la armena THERMOREX (Art.4 e 150) che produce Termostati bimetallici e regolabili e a una vasta gamma di soluzioni standard sta sempre più spesso aggiungendo soluzioni sviluppate su richiesta dei clienti.