#236 COILTECH CONTINUA A CRESCERE E A CONFERMARSI
Ormai non è più una novità e non serve aspettare la comunicazione degli organizzatori per avere i risultati della COILTECH di Pordenone. Basta esserci e senza margine di dubbio ci si rende conto che è sempre un successo.
Non vi annoierò per spiegarvi per quale motivo Sebastian Kuester e il suo staff continuino ad avere questa inarrestabile crescita, credo di averlo fatto ormai molte volte (RDS art. 3, 5, 50, 52, 95, 97, 141, 143, 186, 188), posso dirvi però che non solo COILTECH ha superato i diretti concorrenti della CWIEME, ormai in lento e costante declino, ma l’edizione di Pordenone non è neanche la più grande, perché la sorella di Augsburg è andata oltre.
Nonostante tutto questo la qualità dei servizi non è assolutamente cambiata. Come negli ultimi anni, all’ingresso degli espositori i fotografi immortalano i partecipanti davanti alla scritta COILTECH, un po’ come succede nelle navi da crociera all’imbarco, e mentre il fotografo ufficiale scatta le foto, un’assistente ci chiede il telefono e a sua volta, con il nostro dispositivo, ci fotografa nella medesima posizione, in questo modo siamo subito in possesso della nostra personale foto ricordo.

Ma anche sotto l’aspetto dell’efficienza e dell’assistenza agli stand, vi riporto un semplice e veloce esempio pratico. Con un movimento maldestro ho scardinato un pannello che costituiva una delle pareti del nostro stand. Abbiamo provato a rimetterlo in asse ma era impossibile e così ci siamo rivolti all’assistenza. Nel giro di 5, forse 6 minuti, è arrivato un tecnico che ha rimesso tutto in bolla e il problema è stato risolto.
Non è per questo che si va alla COILTECH ma difficilmente un ente fiera è così efficiente, sia che si tratti di Milano che di Bologna o Verona, dove l’efficienza dei servizi negli stand pre-allestiti può culminare in una lunga serie di disguidi, attese e arrabbiature (RDS art. 35, 120, 192 e 195).
Inoltre, per il tipo di prodotto che noi trattiamo, può capitare (in realtà capita in tutte le fiere) che ci siano i cosiddetti “momenti morti” in cui non ci sono meeting nello stand, non passano visitatori e il tempo sembra muoversi in modo terribilmente lento. Per COILTECH questo succedeva normalmente dopo le 15:00 e il pomeriggio era sempre dedicato ad andare a visitare gli altri espositori. Quest’anno non è andata così, abbiamo infatti avuto visite più costanti e continue, anche se numericamente sono state più o meno le stesse degli ultimi anni. Anche nel secondo e ultimo giorno i clienti sono arrivati quasi in prossimità del “fischio finale”.
Questo potrebbe non essere dipeso solo dalla qualità e dal numero dei visitatori di COILTECH, ma anche dalla volontà dei nostri partner di TMC di riprendere in mano un mercato in modo più deciso e aggressivo e non è possibile farlo se non si approfitta del momento per creare le dovute occasioni.
TMC, mi piace ricordarlo, è sempre stata, fin della sua fondazione, una società innovativa. Innovativo è il design dei suoi protettori della serie C, compatti, resistenti, lineari, uniformi, prodotti al 100% in automatico in Germania, e testati uno ad uno. E innovative sono le soluzioni “Click & Play”, studiate, sviluppate e infine realizzate per poter ridurre i tempi di produzione ed eliminare tutti i possibili fattori di rischio.
La fiera è sempre un buon punto di partenza per avviare un progetto, e COILTECH è sicuramente la migliore per questo settore: breve, intensa, accogliente.
Perché è risaputo, è “più di una fiera. Coiltech si vive”.