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#192 La HOST è sempre la HOST

Si è appena conclusa la 44esima edizione della fiera HOST. Un’edizione un po’ più discussa delle altre con alcuni cambiamenti e qualche interferenza esterna

Questa edizione della HOST ha avuto luogo pochi mesi prima delle Olimpiadi invernali di Milano – Cortina 2026, che si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026. Un evento simile non poteva non centralizzare l’attenzione coinvolgendo e influenzando qualsiasi altra manifestazione. Incluse quelle consolidate nel tempo, come la HOST.

Entrando più nello specifico, sono stati sottratti 4 padiglioni del quartiere fieristico di Rho, diventati cantiere poiché in quel luogo si terranno le competizioni di Speed Skating, alcune partite del torneo maschile di Hockey su ghiaccio e l’intero torneo femminile di questa disciplina. Inoltre, il Centro Congressi Allianz accoglierà i media per tutta la durata dell’evento. Questo ha sottratto spazi alla HOST e creato non pochi disguidi e ritardi organizzativi.

Detto questo, a manifestazione finita e in fase di un primo bilancio a caldo devo riconoscere, nonostante io per primo abbia dovuto discutere insistentemente con l’organizzazione, che alla fine è stato fatto un buon lavoro. Diciamo che se la sono cavata in un compito non facile.

La sfida era doppia, perché si doveva lavorare con una “zavorra” non indifferente. Insomma, con l’interferenza di un evento mediatico di scala mondiale e unico nel suo genere. Ma, contemporaneamente anche con un mondo in continua evoluzione che da tempo sta minando alle sue fondamenta il settore fieristico e che ha già messo in seria difficoltà numerose manifestazioni storiche nei nostri ambienti, ma che non sembra avere fatto danni alla HOST.

Se da un lato ho visto una forte rigidità nell’organizzazione, ad esempio l’obbligo al di sotto dei 25mq di utilizzare gli allestitori della fiera, che per esperienza si muovono solo con soluzioni standard e poca flessibilità, dall’altro ho trovato e non solo io, di grande intelligenza la scelta di accorciare i tempi di apertura della fiera, iniziando alle 10:00 anziché alle 9:00 e di chiudere alle 18:00 anziché alle 18:30. Possono sembrare piccole soluzioni da scolaretto in fuga da scuola. Ma in realtà a mio avviso rappresentano la capacità di contestualizzare delle scelte e di valutare il momento. Entrare in fiera alle 10:00 significa bypassare il traffico di punta delle tangenziali milanesi, ridurre le code e contribuire a non costipare il traffico.

La HOST è comunque una fiera impegnativa, che inizia in prossimità di un fine settimana e termina dopo cinque giorni, all’inizio della nuova settimana. Se aggiungiamo che Milano non è certamente una città economica significa che allo stress fisico si deve aggiungere anche un esborso economico da non sottovalutare.

HOST

Se posso aggiungere una critica, e visto che gioco in casa ho il DOVERE di farlo, devo dire che la struttura FIERA DI MILANO inizia ad essere datata. E lascia intravvedere una manutenzione molto distratta che purtroppo non si può in nessun modo permettere un complesso come questo. Vedere 2 o 3 tapis roulant su 5 fermi, così come mi è capitato di scendere una rampa di scala mobile ferma, trasmette un messaggio di fatiscenza che in una città come Milano, soprattutto in un evento in cui rappresentiamo l’Italia di fronte al mondo, non può assolutamente accadere. Lo stesso per la meravigliosa vela a copertura di tutto il camminamento sopraelevato, che in caso di pioggia fa acqua da tutte le parti.

Non credo che manchino i soldi, agli espositori ne vengono chiesto sempre molti, e direi che sia giunto il momento di intervenire.

Per quanto riguarda invece la manifestazione in sé non credo ci sia molto da dire. Sicuramente qualcuno mancava, sicuramente i corridoi esterni, soprattutto nei padiglioni del caffè, non sono più pieni come qualche anno fa. Ma gli espositori non sono certo mancati e nemmeno l’altissimo tasso di internazionalizzazione che questa fiera ha sempre avuto. E quest’anno senza bisogno di un evento concomitante, come era successo nel 2023 con TUTTOFOOD.

Al di là dei visitatori, che non sono di certo mancati, la sola presenza del meglio dei nostri settori, concentrato in cinque intensi giorni poteva bastare per giustificare una presenza in questo salone internazionale.

Posso dire con serenità che anche questa volta è andata bene. Per i contatti che R&D Components ha allacciato o riavviato e per i prodotti che siamo riusciti a presentare e a spingere. Soprattutto per i termostati a bulbo trifase di sicurezza e per una relativa new entry, i commutatori GOTTAK.

In conclusione, a mio avviso la HOST resta la più bella fiera del mondo nel settore della ristorazione. E il suo fascino è ben lontano dal tramontare. Insomma, la HOST è sempre la HOST.