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#195 APPLITECH: alla fin della fiera…buona la prima

Se avessi riunito tutto il mio staff per cercare di ipotizzare un pessimo modo per iniziare una fiera non saremmo stati capaci di immaginare un inizio peggiore di quello che HENOTO, allestitore ufficiale di APPLITECH e di Bologna fiere, ci ha riservato. Ma fortunatamente il successo di una fiera non si misura dell’allestimento. E alla fine il risultato non è stato negativo.

Esponiamo alle fiere dal 2007 e non si può certo dire che ci manchi l’esperienza in questo settore. Mediamente partecipiamo da due a cinque manifestazioni per anno. E non ho mai nascosto la mia diffidenza verso le soluzioni preallestite. Ogni volta manca qualcosa, lo stand non è completo ed è sempre molto complicato ottenere un rimedio in corso d’opera. Questa volta HENOTO si è superata. Partiamo dall’esaurimento delle vetrine espositive. A pochi giorni dall’inizio della manifestazione non era più possibile noleggiare una vetrina. Tutto sommato non è così impossibile, se stessimo parlando di una fiera di quelle più frequentate come la HOST, la MCE, oppure anche la stessa MEC-SPE organizzata nello stesso luogo e dagli stessi organizzatori. Ma non per una fiera come REFRIGERA/APPLITECH che occupava un padiglione e mezzo del polo fieristico bolognese. E dove gran parte degli espositori aveva il proprio allestitore.

Seconda avventura sconvolgente: alle 15:30 della vigilia della manifestazione, il nostro stand era vuoto, allestito solo con pareti, ripostiglio e moquettes. Dopo due segnalazioni sono arrivati il banco accoglienza e lo scaffale espositivo, promettendoci che tavolo e sedie sarebbero stati portati di lì a breve. Fiduciosi, lasciamo lo stand. Ma il giorno dopo, all’esordio della prima edizione di APPLITECH, il nostro stand, tra l’altro indicato sui tabelloni in una posizione diversa da quella in cui era, si trovava sprovvisto di tavolo e sedie, consegnati dopo più di un’ora dal “fischio d’inizio”.

La premessa non è stata delle migliori. Ma, entrati nel vivo della manifestazione e facendo le dovute considerazioni, i disguidi si sono fatti da parte e hanno lasciato il campo alle prospettive.

Devo dire che una certa curiosità APPLITECH l’aveva già suscitata prima del suo inizio. Perché una fiera dedicata esclusivamente alla filiera dell’elettrodomestico mancava da tempo e interessava a molti. Nonostante ci siano stati, durante i tre giorni di manifestazione, molti ma molti momenti di inquietante quiete, ci sono stati per contro momenti molto interessanti di dialogo e contatto in parte con nuovi clienti visitatori, e in parte con nuovi clienti che esponevano e grazie al nostro essere presenti ci hanno notato e abbiamo suscitato il loro interesse. Per non parlare poi dell’incontro con società che rientrano nella nostra lista clienti e con i quali abbiamo potuto parlare di nuovi progetti o sbloccare trattative arenate, se non in effetti dimenticate.

Tutto questo rientra nelle motivazioni per cui tuttora, a mio avviso, valga ancora la pena partecipare a una fiera anche quando è nuova e si trova alla sua prima edizione. Ma il caso di APPLITECH rientra in un ambizioso progetto che vale la pena seguire nel suo percorso. Non intendo dire di concedere una nuova opportunità, ma di seguire un percorso che ha tutte le potenzialità per poter crescere.

Chiaramente la consapevolezza che quella appena conclusa sia stata la prima edizione di un evento che prima non esisteva non ci deve mai abbandonare. E si deve avere l’onestà intellettuale di riconoscere gli aspetti positivi che essa ha avuto e valutare le opportunità che in futuro ci potrà portare.

Non è facile, e nemmeno particolarmente corretto, fare paragoni con altre fiere in altri settori. Ma non posso fare a meno di chiamare ancora in causa la COILTECH di Pordenone, quella che a mio avviso è la manifestazione perfetta, l’esempio dell’evoluzione futura del mondo fieristico. Come più volte ho riferito, nel 2010 ho partecipato, ma solo come visitatore, alla prima edizione di questo evento, che era ben lontano dalla partecipazione che invece abbiamo visto in APPLITECH. Poi il duro lavoro e una formula perfetta, che ho sintetizzato in “costi contenuti, durata breve, ottima accoglienze e servizi impeccabili”, hanno generato il successo che noi tutti oggi conosciamo.

Se posso permettermi un consiglio agli organizzatori, li inviterei a provare a considerare l’idea di ridurre la durata a due giorni anziché agli attuali tre. Chiaramente questa opzione deve confrontarsi con le esigenze e la formula di REFRIGERA. Ma stiamo parlando di manifestazioni specializzate, di nicchia, per addetti ai lavori, di dimensioni contenute e noi, già oggi, sappiamo che dal 10 al 12 novembre 2027 ci sarà la prossima edizione di APPLITECH. Non vedo grossi problemi se al posto di tre giorni ne durasse solo due. Abbiamo due anni di tempo, lo si annota in agenda e ci si tiene liberi per una delle due date. Un singolo giorno in meno significa un risparmio economico, un risparmio di energie e spezzare la settimana, piuttosto che perderla tutta.

Non mi dilungo ulteriormente e concludo dicendo che questa prima edizione di APPLITECH si è dimostrata interessante e con alte potenzialità. Me la sento di dire “buona la prima”. Ora sta agli organizzatori coltivare bene nei prossimi due anni questo prodotto e portarlo là dove merita di arrivare.