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#172 Termostato elettronico

Il digitale è entrato da tempo a far parte del nostro mondo. Per le generazioni più giovani (ma neanche tanto) si può dire che ci sia sempre stato. E non ha mai smesso di evolvere arrivando pressoché in tutti i settori, compreso il mondo del termostato. Anche se a mio parere non potrà mai arrivare a sostituire completamente un dispositivo meccanico, ritengo comunque che rappresenti una quota di mercato che valga la pena tenere in considerazione. Per questo R&D Components ha ampliato ulteriormente la propria gamma inserendo alcuni tipi di termostati elettronici.

La garanzia che può darci un dispositivo bimetallico, la cui operatività si basa sul processo fisico della dilatazione dei metalli, oppure sull’espansione di un liquido reagente alla variazione della temperatura difficilmente può essere offerta da un sistema elettronico, che al contrario si affida prevalentemente a un sensore di temperatura, generalmente un NTC (Articolo 22 e 25) se le temperature sono basse o a un PT100 (Articolo 23) se sono più elevate. 

Tuttavia, un termostato digitale può offrire una gamma di controlli e di opzioni che difficilmente potremmo avere con un termostato meccanico, nemmeno di quelli regolabili a bulbo. Chiaramente non sono uno alternativo all’altro. O meglio, in realtà possono esserlo, ma è una scelta che deve essere valutata in fase di progettazione. E comunque l’intercambiabilità è tutt’altro che immediata.

Il termostato elettronico può garantire una precisione estrema che può arrivare al singolo grado, sia sull’intervento che sul ripristino. Può essere impostato secondo le esigenze dell’utilizzatore finale e, non ultimo, programmabile negli orari e nelle temperature stesse. Tanto è vero che viene anche chiamato micro-computer o temperature controller. Inoltre, hanno dimensioni abbastanza contenute e non sono particolarmente ingombranti. L’installazione è relativamente facile, anche se non sempre pienamente intuitiva, soprattutto la configurazione e l’impostazione delle funzioni.

termostato elettronico

Il termostato meccanico al contrario può essere impostato e regolato solo in modo manuale, non programmabile, né tantomeno in remoto. In più, ogni cambiamento deve essere eseguito da una persona in presenza.

In caso di blackout, un termostato meccanico potrebbe teoricamente intervenire, anche se poi l‘intervento stesso è proprio sull’interruzione del passaggio di corrente… già interrotto. Il termostato digitale invece richiede di essere alimentato tramite la corrente elettrica, senza la quale salta tutta la programmazione e potrebbe addirittura resettarsi in caso di ripristino della fonte di alimentazione.

Trova larga applicazione in settori molto diversi tra loro, dalla refrigerazione ai forni. Infatti la gamma che nelle diverse tipologie può coprire va dai -150°C ai +550°C.

Quindi, termostato meccanico contro termostato digitale?

Assolutamente no, entrambi misurano o mantengono la temperatura sotto controllo, ma se i termostati meccanici si basano su fenomeni fisici (dilatazione dei metalli oppure espansione di liquidi), indipendenti dal passaggio di corrente nel circuito, ed esauriscono il loro scopo con queste funzioni, il termostato digitale richiede tassativamente l’alimentazione del circuito elettrico. Ma, oltre alle funzioni di controllo della temperatura, ha quella di salvataggio dati  e registrazione, test autodiagnostico, impostazioni di processi vari come il raffreddamento o lo scongelamento, il collegamento alle diverse segnaletiche e ad eventuali allarmi, e altro ancora. Si tratta praticamente di una vera e propria centrale di controllo.