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#171 Protezioni termiche per resistenze in mica

La mica è un minerale che appartiene alla sottoclasse dei fillosilicati. È caratterizzata da un ottimo isolamento termico ed elettrico e un’alta resistenza al calore e agli agenti ossidanti. Queste peculiarità rendono la mica particolarmente adatta ad essere utilizzata in alcuni tipi di resistenze elettriche utilizzate negli asciugacapelli, nei termoventilatori, negli asciugatori ad aria, nelle lampade e negli elettromedicali, giusto per citare le applicazioni più comuni. Ma quale tipo si protezione termica viene utilizzata in queste resistenze e quali caratteristiche deve avere?

Le resistenze in mica normalmente hanno dimensioni contenute e piccoli spazi dove alloggiare una protezione termica di sicurezza. Stiamo quindi parlando di un dispositivo bimetallico, di piccole dimensioni ma che deve essere in grado di intervenire con estrema rapidità, perché montati quasi sempre su apparecchi ad uso domestico o comunque a diretto contatto con le persone. In genere il calore prodotto dalla resistenza viene soffiato all’esterno della macchina da una ventola, azionata da un piccolo motore elettrico come nel caso degli asciugacapelli, dei termoconvettori e dei termo ventilatori, le cosiddette stufette elettriche. Se si è in presenza di un sovraccarico di calore è necessario intervenire con estrema tempestività.

Per questo motivo il protettore termico deve essere costruito escludendo qualsiasi possibilità di ritardo termico. Inoltre sarà necessario posizionarlo in un punto che deve essere completamente attraversato del flusso di aria calda. Il termostato in aria è il dispositivo costruito proprio per soddisfare tutte queste esigenze . Si tratta di un modello estremamente essenziale nel quale il bimetallo è completamente a vista senza nessuna protezione, che garantisce una lettura della temperatura istantanea. Come è semplice immaginare, questo termostato assicura l’esclusione di qualsiasi ritardo termico. Tuttavia, la totale assenza di ogni tipo di protezione della lamina di bimetallo lo espone a qualunque tipo di interferenza esterna. La più frequente delle quali è la polvere tra i contatti o eventualmente l’ossidazione dei medesimi.

Per questo motivo è molto difficile che un termostato in aria venga utilizzato su applicazioni diverse dalle resistenze in mica. La fragilità di questo termostato richiede che molto spesso venga affiancato da un ulteriore sistema di sicurezza rappresentato dal termofusibile.

mica

Fino ad oggi per termostati in aria abbiamo sempre inteso il modello ST12, che lavora a 10A250V per 10.000 cicli. Ma di recente, dopo un nostro entusiasmante viaggio in Cina in visita ad alcuni dei nostri numerosi fornitori, siamo rientrati con importanti novità due delle quali proprio nel mondo del termostato in aria.

La prima novità è il S6S2. Si tratta di un dispositivo perfettamente equiparabile al modello ST12 ma che può lavorare a 16A250V per 10.000 cicli. Presenta inoltre una gamma di temperature d’intervento molto ampia, che va da 45°C fino a 170°C.

Ma la vera sorpresa è rappresentata dal modello S6C, che potrebbe entrare di diritto nella categoria dei microtermostati per le sue dimensioni estremamente compatte, infanti vanta un interasse tra i fori di fissaggio di soli 18 mm, contro i tradizionali 26,5 mm dei tradizionali dispositivi e può lavorare a 13A per 250V 10.000 cicli e una gamma di interventi che va da 65°C a 170°C.