Top

#218 THERMAL LINK CERAMICI

Mettere in sicurezza una macchina tramite un dispositivo di sicurezza termica significa evitare che la temperatura possa aumentare e raggiungere soglie che potrebbero altrimenti diventare pericolose. Per fare questo si deve interrompere il passaggio di corrente, ed è la funzione di questi componenti.

Un termostato bimetallico a riarmo automatico può intervenire per regolare la temperatura all’interno di due parametri. È normale che la macchina, funzionando, si surriscaldi e quindi il termostato ha la funzione di gestire la temperatura per garantire il corretto funzionamento di una macchina e nello stesso momento la sua sicurezza.

Gli stessi termostati bimetallici possono essere costruiti con il riarmo manuale. In questo caso hanno una funzione di massima sicurezza e, in genere, se intervengono è per far fronte a presunte anomalie che devono essere segnalate all’assistenza. Per questo motivo il riarmo non può avvenire in modo automatico, perché ne deriverebbe anche un intervento quasi sicuramente segreto, perché potenzialmente non percepito dall’utilizzatore. Il riarmo manuale invece costringe l’utilizzatore ad intervenire volontariamente premendo il pulsante del riarmo. Questi dovrà prima essersi assicurato delle cause che hanno costretto il dispositivo ad intervenire.

Se l’applicazione impone, o suggerisce, un contenimento dei costi, o dimensioni estremamente contenute, allora si può raggiungere un risultato simile utilizzando un termofusibile. Si tratta di un dispositivo monouso. Una volta intervenuto, garantisce il fermo della macchina, ma non ripristina e deve essere per forza sostituito, obbligando l’utilizzatore a richiedere l’intervento dell’assistenza. Sono comunque componenti di tutto rispetto, economici e di piccole dimensioni. Hanno portate importanti, dai 1A o 2A come gli SW2, i 5A come gli SW5 fino ai 10A e 15A per 250V garantiti dagli SW1, o addirittura i 20A offerti dagli SW3.

I termofusibili assiali però arrivano a una temperatura massima di 240°C, con certe esecuzioni speciali che possono raggiungere i 260°C. Ma come si può fare se dovesse servire andare oltre questi parametri?

Ci ha pensato THERMOREX, nostro fidato partner armeno, che ha sviluppato il modello TK32OS (dove la sigla “OS” significa “One Shot”). Si tratta di un termostato bimetallico che può intervenire dai 30°C ai 425°C, che lavora a 10A/ 250V, ma per un solo ciclo.
Dopodiché non si ripristina o, per lo meno, si resetta solo se si raggiungono i -25°C, una temperatura non facile da raggiungere. Ma è pur vero che non è nemmeno impossibile, dipende dall’ambiente in cui vengono installati.

thermal link

Questa condizione non è una banale caratteristica, ma in alcune applicazioni potrebbe rappresentare un vero limite. Cosa si può vare per superarlo?

Chiaramente, con 26 anni d’esperienza alle spalle e una fitta rete mondiale di partner e fidati collaboratori dislocati nel Far EastR&D Components ha vaste possibilità di trovare la giusta soluzione. Ecco che durante il nostro recente viaggio in Cina, un nostro partner, una “R&D” dislocata dall’altra parte del mondo, ci ha introdotti e messo in contatto con una fabbrica, molto popolare e affermata, che nella sua gamma di produzione ha anche i Thermal Link ceramici. Vale a dire i termofusibili ceramici.

Si tratta di speciali dispositivi monouso, con corpo ceramico, e quindi adatto alle alte temperature. Può arrivare a un intervento di 320°C, lavorando fino a 20A per 250V. Questo prodotto trova larga applicazione nel mondo dei sistemi stiranti, delle lavastoviglie, delle macchine per caffèpiani cottura e riscaldanti e ovunque serva un’estrema sicurezza, compatta e affidabile. Possono anche lavorare in serie con un termostato, fornendo una perfetta combinazione controllo/sicurezza, in un unico componente.