#198 End User Statement
“Fare terra bruciata”, quante volte lo abbiamo sentito? Prende spunto da una strategia militare che prevede l’isolamento e l’allontanamento da qualsiasi fonte di approvvigionamento con lo scopo di indebolire e rendere inoffensivo il nemico. La Storia ci ha fornito diversi esempi, come la difesa della Russia, sia contro Napoleone nel 1812, sia contro gli eserciti nazifascisti nel 1943, più di recente (si fa per dire) è stata applicata nel 1991 dalle truppe irachene durante la Prima guerra del Golfo, quando ritirandosi dalle loro posizioni in Kuwait davano fuoco ai pozzi di petrolio.
La Convenzione di Ginevra dell’8 giugno 1977 vieta queste tattiche per le devastanti conseguenze che hanno sui civili. Ma in realtà negli anni si sono sviluppate nuove strategie di isolamento. Come ad esempio l’embargo, che hanno l’esatto scopo di fare terra bruciata attorno allo stato individuato come nemico dei diritti internazionali.
Per garantire la più ampia adesione si cerca di limitare al massimo i rapporti B2B. Per essere sicuri che il materiale “sbagliato” non arrivi nelle mani della società “sbagliata” sono state imposte certificazioni e autorizzazioni molto rigide che obbligano un’impresa a rendersi responsabile dell’utilizzo che viene fatto del materiale che vendono. Come ad esempio il Regolamento (UE) 428/2009 Dual-use.
Non basta però che un prodotto non sia classificato come potenzialmente destinato a uso bellico. Bisogna anche essere sicuri che non venga utilizzato da società che lavorano o collaborano con l’industria bellica. E per questo in alcune circostanze può essere richiesta la dichiarazione di uso finale (End User Statement), prevista dall’art. 9 del Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 221, sottoscritta dal Legale Rappresentante dell’utilizzatore finale (il soggetto che usa effettivamente le merci in un determinato luogo).
Un “End User certificate” è un documento che certifica l’uso finale di una merce importata e garantisce che non venga utilizzata per scopi non autorizzati. L’End User Statement è necessaria quando si esportano beni Dual-use (civile e militare) per dichiarare che il destinatario finale (appunto End-user) non li utilizzerà per scopi proibiti. E inoltre che non verranno re-esportati senza autorizzazione. È richiesto dalle autorità di controllo dell’esportazione per garantire la conformità alle normative.

Si dichiara che i beni esportati sono destinati esclusivamente a scopi civili e non saranno utilizzati per applicazioni militari o esplosivi nucleari, o in impianti per attività nucleari civili non coperti dalla clausola di salvaguardia dell’A.I.E.A. (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) o in applicazioni relative allo sviluppo e/o alla produzione di armi chimiche e di distruzione di massa e di missili che possono essere utilizzati come tali vettori di armi.
E infine si deve dichiarare l’uso e l’applicazione che tali prodotti avranno.
Ricordo che dal 2007 al 2018 R&D Components ha collaborato, con profitto sempre crescente, con una Società iraniana che produceva boiler. A quest’azienda abbiamo complessivamente fornito nel corso di questi anni oltre 3 milioni di termostati bimetallici arrivando a un fatturato annuo di oltre 100 mila euro.
Chiaramente, certificati come il Dual-use prima e negli ultimi tempi anche l’End-User Statement erano diventati la normalità. Ogni volta dovevano essere compilati nuovamente, a volte risultavano identici ai precedenti, altre volte riportavano variazioni minime che non consentivano un copia/incolla della precedente.
Il cliente pagava, la banca congelava l’introito e mi avvisava, fornendo l’elenco dei documenti necessari, inclusa una richiesta di autorizzazione ministeriale allo sblocco dell’incasso. Le prime volte il percorso era macchinoso e lento ma dopo qualche tempo tutto diventava automatico. In poco tempo anche il Ministero aveva iniziato a conoscermi e le pratiche si sbloccavano in pochi giorni.
Nonostante si sia sempre parlato di prodotti per uso civile, e più precisamente domestico, e pur considerando che l’acqua calda in casa è un diritto di tutti, oggi qualsiasi tipo di commercio con l’Iran è subordinato a una serie di limitazioni tali, soprattutto legate all’ostruzionismo che le banche fanno rifiutandosi di accettare un incasso dall’Iran, che hanno reso impossibile lavorare con questo Paese. E chiaramente il mio cliente si è rivolto altrove.
Ripudiare e osteggiare la guerra è un dovere morale e civile di tutti. Ma non ci dovremmo mai scordare che le industrie belliche vanno sempre a beneficio di pochi, coinvolgendo sempre un numero ristretto di attori produttivi. E che i servizi base più vitali non dovrebbero mai essere negati.