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#174 Protettori ATEX

La probabilità che un apparecchio si trovi a lavorare in ambiente potenzialmente esplosivo sta diventando sempre più frequente. Soprattutto da quando diversi gas inquinanti sono stati sostituiti da gas naturali, a basso impatto ambientale ma più alta infiammabilità. Per questo fin dal 2014 la direttiva europea 2014/34/UE disciplina i prodotti che devono lavorare in questi tipi di ambiente e identifica queste direttive con l’acronimo di ATEX, dal francese ATmosfere EXplosives.

Per “Atmosfera esplosiva” si deve intendere una miscela con aria, a condizioni atmosferiche, sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta (d. lgs. 81/08, art. 288), fondamentalmente una miscela di aria con altre sostanze infiammabili. In una situazione come questa, che potrebbe verificarsi con sempre maggiore frequenza, la semplice apertura di un contatto bimetallico potrebbe generare una scintilla. Questa potrebbe agire da detonatore con conseguenze devastanti. Per questo motivo è necessario assicurarsi che il protettore sia ermeticamente sigillato per evitare ogni problematica e che ci sia un ente certificato a garantirlo. 

La normativa ATEX racchiude in sé la Direttiva ATEX 99/92/CE e la Direttiva ATEX 2014/34/UE che stabiliscono quali siano i requisiti di sicurezza dei prodotti che dovranno lavorare in atmosfere a rischio esplosione.

Invece le normative che disciplinano le aree a rischio esplosione sono:

  1. CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87) “Atmosfere esplosive – Parte 10-1: Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la presenza di gas”;

2. CEI EN 60079-10-2 (CEI 31-88) “Atmosfere esplosive – Parte 10-2: Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili”.

La normativa infine stabilisce diverse zone ATEX sulla base della presenza di miscele esplosive piuttosto che di polveri combustibili.

ATEX

La materia è disciplinata in tutti i suoi aspetti. Questo rende un po’ più complicato trovare un prodotto sul quale si sia investito per questo tipo di certificazione, ma R&D Components è riuscita a fare un passo in avanti sostituendo il modello KW, certificato per l’anti-scintilla, con il modello BR-B5D e BR-A2D che sono certificati dal TUV direttamente ATEX, adatto per essere utilizzato in ambienti potenzialmente esplosivi e in accordo con la normativa EN-IEC-60079-0:2018 e EN-IEC-60079-0:2019. Si tratta di un protettore che lavora a 5A250V per 10.000 cicli. Può inoltre essere fornito con corpo plastico o metallico, a seconda delle preferenze dei clienti. Nella versione plastica può intervenire tra i 50°C e i 150°C e in quella metallica dai 60°C ai 160°C in base alla taratura scelta.

Ancora una volta R&D Components riesce a integrare la sua gamma rispondendo a una richiesta che il mercato sta facendo e sempre più spesso sta trasformando in una necessità dalla quale non si può evadere se non utilizzando il giusto prodotto.