Top

#168 Produttore e omologazione non sempre coincidono

I produttori realizzano le loro macchine, in accordo con le diverse direttive del settore, e un organismo esterno, un ente certificatore, le certifica dichiarando che il dispositivo rispetta pienamente i parametri dichiarati e le norme in essere sul territorio al quale l’ente fa riferimento. Ma è anche possibile ottenere una certificazione a proprio nome per un prodotto che qualcun’alto produce.

Si tratta di una prassi molto comune al giorno d’oggi. L’esempio più frequente è quelle delle OEM, acronimo di “Original Equipment Manufacturer“, letteralmente “produttore di apparecchiature originali”. Praticamente si tratta di una Società che per conto di un’altra produce un componente o una parte del prodotto finito e che arriverà nei diversi mercati a nome di quest’ultima. 

Ad esempio alcuni produttori di Termostati bimetallicio di sensori NTC, anche tra i nostri partner, sviluppano e producono, a nome e per conto di alcune multinazionali dell’elettrodomestico, delle esecuzioni particolari di dispositivi che non sempre si differenziano in modo netto da quelle tradizionali per prestazioni ma più semplicemente per alcuni particolari dell’esecuzione o per l’uso di materiali o colori che non possono ripetere per altri loro clienti. A volte nemmeno quando a chiederlo è R&D Components. Questo succede spesso, soprattutto in Asia e specialmente nel Far East.

Molti anni fa invece un grosso produttore di componenti per motori aveva deciso di far produrre in Cina un protettore termico a suo nome e con le omologazioni fatte da loro. In quell’occasione aveva contattato anche i nostri partner di TOMIC, tramite la sede inglese di ALBOL, che immediatamente ci aveva interpellato. Ma non avevo trovato il progetto di nostro interesse e la cosa non ha avuto seguito.

Il progetto è durato qualche anno. Ma alla fine il mondo di questi dispositivi richiede non solo grande competenza, e quella senza dubbio l’avevano, ma anche la volontà e la disponibilità a svolgere una mole di lavoro non indifferente per un componente che possiamo definire “povero” perché a basso costo, se paragonato a quello della sua applicazione, con poco valore aggiunto, salvo qualche rara esecuzione e, di conseguenza, che offre margini di guadagno molto contenuti. Sicuramente margini molto più bassi di quelli che può avere un produttore. Per questo motivo il progetto è poi stato abbandonato. 

omologazione

A volte invece può capitare che, a completamento della gamma, una Casa decida di far produrre a potenziali concorrenti quella parte di range che per diverse ragioni (tecnologia, costi, quantità) non ha convenienza a produrre e poi li faccia omologare a proprio nome. Chiaramente nelle dichiarazioni di origine preferenziale o nei made-in questi particolari saranno poi riportati correttamente, altrimenti si tratterebbe di falsa certificazione. In genere, prima di essere venduti sul mercato vengono testati dalla Casa proprietaria dell’omologazione, dando così comunque una maggiore garanzia della loro qualità.

Nel lontano 2009 R&D Components iniziava un’intensa attività di sviluppo del mercato del termostato a bulbo trifase nel settore dei forni e in quello delle macchine per caffè. Lavoravamo con una Casa europea che produceva un termostato di controllo trifase e che a breve avrebbe anche presentato finalmente il termostato trifase di sicurezza. Ma, almeno per l’inizio, non avrebbe sostenuto l’omologazione UL, necessaria per entrare nel mercato statunitense. Questa scelta per noi avrebbe rappresentato un grossissimo limite pertanto prendemmo in seria considerazione l’ipotesi di sostenere noi i costi della certificazione e di farla a nostro nome. Così contattammo direttamente l’UL. Gli importi richiesti erano importanti e il prodotto non ancora ufficialmente in produzione, quindi non avevamo un reale feedback dal mercato riguardo alla sua qualità. Così venne abbandonata questa possibilità.

Per noi fu una fortuna, poiché in realtà il termostato non arrivò mai ad essere prodotto. Col passare del tempo molti cambiamenti si avvicendarono all’interno della società e alla fine si rivelò essere scorretta e inaffidabile. Per questo abbiamo chiuso con loro qualsiasi tipo di rapporto. Ma la nostra determinazione ad andare avanti e a trovare una soluzione ci ha condotti a una partnership con la Società spagnola TECASAe ad avere a disposizione l’intera gamma di termostati a bulbo.

omologazione

Esistono pertanto numerose forme di collaborazione e molte ragioni per decidere di far omologare un componente prodotto da altre Società. Così come non è la prima volta che, come si usa dire, insieme a “tacchi, dadi e datteri” qualcuno voglia vendere anche termostati. Ma un conto è riuscire in qualche modo ad essere competitivi e un altro conto è quello di essere veramente competenti in questa materia

Tutto è lecito, per carità. Ma quello che è sempre fondamentale è dichiarare il vero, non spacciarsi per produttori se ci si limita a pagare le omologazioni. O peggio se il prodotto arriva dal Far East e lo si fa passare per europeo. Ma in questi casi un audit, o una semplice visita della fabbrica e della produzione, può togliere qualsiasi dubbio.